Consulenza o Preventivo Gratuito

L'Inail nella lotta contro le false partite iva

del 02/04/2013

L'Inail nella lotta contro le false partite iva

In attesa dell'entrata in vigore delle disposizioni in merito alla lotta alle false partite Iva prevista dalla Riforma Fornero a partire dal 2015, l'INAIL riepiloga in una sua circolare, la n.15 del 20 marzo 2013, le novità in materia.

In particolare, l'Istituto si sofferma sugli aspetti relativi all'obbligo assicurativo. Qualora la prestazione autonoma venga convertita in contratto a progetto, il premio assicurativo dovrà essere equiparato alle condizioni previste per i lavoratori parasubordinati.

La circolare dell'Istituto chiarisce innanzitutto i concetti di partita Iva e di falsa partita Iva in base alle indicazioni fornite dalla stessa Riforma del mercato del lavoro, voluta dal ministro Elsa Fornero. Per partita Iva si intendono, oltre alle imprese, anche i titolari che prestano servizio presso un committente senza alcun vincolo di subordinazione nei suoi confronti. Le false partite Iva ricorrono nel caso in cui un possessore di partita Iva svolga in realtà una mansione in condizioni al pari di quelle previste dai contratti di collaborazione coordinata e continuativa.

Per stabilire il tipo di collaborazione, i funzionari dell'INAIL dovranno valutare se persistono determinate circostanze segnalate proprio dalla Riforma Fornero:

·    Se la collaborazione avviene per almeno otto mesi su dodici e per almeno due anni consecutivi (fra il primo gennaio e il 31 dicembre del 2013 e nello stesso periodo del 2014);

·     Se l'80% del fatturato (a far capo dal 18 luglio 2012) del biennio precedente è rappresentato dai compensi percepiti da un unico committente;

·     Se il lavoratore possiede, all'interno della struttura aziendale, una postazione riservata.

Per poter verificare le prime due circostanze, sarà necessario attendere i due anni stabiliti dalla legge e quindi si rimanda al 2015. Potrà essere invece verificata subito l'esistenza della postazione fissa del lavoratore, anche se da sola non potrà far scattare una presunzione di collaborazione continuata. 

Nel caso in cui il collaboratore rientri in almeno due di queste condizioni scatta la presunzione, a meno che il committente non dimostri la genuinità del lavoro autonomo. Se però l'INAIL accerta la presunzione, il contratto si converte o in un Co.Co.Co a progetto oppure in un contratto a tempo indeterminato.

Per recupere le somme evase, l'Istituto per la sicurezza sul lavoro eseguirà il calcolo in base alle percentuali previste nei contratti a collaborazione continuativa e utilizzerà, quale base imponibile, le somme pagate al lavoratore. Due terzi dell'importo dovuto saranno a carico del committente e un terzo a carico del collaboratore. Per quanto riguarda le modalità di versamento dell'importo si attendono ancora le indicazioni dal Ministero del Lavoro. 

vota  
Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c
SULLO STESSO ARGOMENTO
Somministrazione e rilancio dell’occupazione

del 08/07/2010

Con la Legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Finanziaria 2010) il legislatore apportando importanti mod...

Apprendistato e formazione aziendale

del 08/07/2010

La Corte Costituzionale con sentenza n. 176/2010 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della...

Il dirigente a progetto

del 13/07/2010

Sono sempre più numerose le aziende italiane che scelgono di avere un dirigente per il tempo necessa...