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Badanti e colf: addizionale se a tempo determinato

del 02/04/2013

Badanti e colf: addizionale se a tempo determinato

Arriva una boccata d'aria per chi ha bisogno di badanti e colf.

Da quest'anno la loro assunzione, purché a tempo indeterminato, graverà meno sul bilancio familiare. Nell'ambito della lotta al precariato lavorativo, la Riforma Fornero ha introdotto un'aliquota ulteriore per i contratti a tempo determinato.

Per cui, chi mantiene rapporti di lavoro a termine con colf e badanti, vedrà aggiunto alla normale quota contributiva la maggiorazione della nuova addizionale dell'1,4% prevista anche per tutti gli altri contratti flessibili.

Tutte le novità vengono descritte dall'INPS nella circolare n.25/2013 pubblicata lo scorso 8 febbraio. L'Ente spiega che anche la categoria dei domestici rientra in quelle per le quali è dovuto il cosiddetto “addizionale sui rapporti a termine”. 

Per i contratti a tempo determinato già in vigore al primo gennaio 2013, tale contributo viene automaticamente calcolato dall'INPS in concomitanza con la generazione del bollettino MAV, a meno che il datore di lavoro non comunichi che quell'assunzione sia avvenuta in sostituzione di un domestico assente. In questo caso c'è infatti l'esonero dal pagamento. 

In relazione al primo e secondo trimestre, la comunicazione sarebbe dovuta avvenire entro il 28 febbraio, per consentire  la predisposizione dei MAV. Per le prossime scadenze, l'Ente provvederà a breve a fornire informazioni precise sulle modalità. Restano il Contact Center ai numeri 803164 o 06164164 o il portale dell'Istituto mediante l'utilizzo del codice PIN del datore di lavoro. 

Se invece il rapporto di lavoro è passato da determinato a indeterminato, il contributo addizionale pagato negli ultimi sei mesi verrà restituito. Restituzione che avverrà anche nel caso in cui il datore di lavoro abbia assunto di nuovo e a tempo indeterminato lo stesso lavoratore entro sei mesi dalla scadenza del precedente contratto.

L'INPS non ha ancora provveduto alla comunicazione delle modalità di rimborso anche se, anticipa l'Ente, l'inoltro della richiesta dovrà essere per via telematica.

Nella sua circolare l'Istituto riporta anche tutti gli importi da versare in base alla fascia relativa alla retribuzione “a ora” percepita dal domestico.  E' l'Istat, l'istituto statistico nazionale, che comunica la variazione percentuale sui prezzi al consumo per le famiglie che, tra il gennaio 2011 e il dicembre 2013, è risultata del 3%. Su questo dato sono state ricalcolate le nuove fasce di retribuzione orarie per il 2013.

L'INPS fornisce due tabelle in cui è possibile individuare qual è la fascia d'appartenenza e la relativa  quota dovuta. Una delle due definisce l'importo per i rapporti di lavoro entro le 24 ore settimanali, dalla venticinquesima ora, invece, scatta  una cifra forfettaria.

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