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Arrivano i lavoratori stagionali extracomunitari

del 02/04/2013

Arrivano i lavoratori stagionali extracomunitari

Fino al 31 dicembre 2013 sarà possibile inoltrare le domande di ottenimento del nulla osta per l'assunzione di una quota massima di trentamila lavoratori stagionali extracomunitari.

Il via libera è arrivato lo scorso 26 marzo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente della Repubblica (il numero 71/2013), che riguarda la programmazione transitoria dei flussi d'ingresso in Italia dei lavoratori non comunitari per tutto l'anno 2013. I cittadini stranieri autorizzati potranno arrivare da Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Egitto, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslava di Macedonia e delle Filippine, Marocco, Mauritius, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina e Tunisia.

Una parte dei trentamila ingressi, ovvero cinquemila, è composta da cittadini stranieri che già in passato sono arrivati in Italia per fare un lavoro stagionale e che quindi possono rientrare. In questo caso il permesso si può ottenere a condizione che i lavoratori siano già stati impiegati per almeno due anni consecutivi dallo stesso datore di lavoro e che allo scadere del permesso di soggiorno siano regolarmente rientrati al proprio Paese d'orgine.

Il titolare dell'azienda può quindi inoltrare una richiesta di nulla osta pluriennale. Verrà così applicata la regola del silenzio-assenso: se dopo 20 giorni dalla domanda, la questura e la Direzione Territoriale del Lavoro non danno alcuna comunicazione contraria, la domanda potrà essere considerata accolta. 

Stesso discorso vale anche per gli immigrati che non provengono da uno dei Paesi elencati dal Decreto del Presidente della Repubblica purché questi abbiano già lavorato in Italia nel 2012 presso lo stesso titolare che presenta istanza. 

Possono presentare richiesta tutti i datori di lavoro residenti in Italia e possessori di una partita IVA. In questo flusso di ingressi sono escluse dunque le domande relative all'impiego domestico in quanto verrebbero coinvolti solo soggetti privati. Anche le associazioni di categoria potranno agire in nome e per conto dei propri associati purché sia stato in precedenza sottoscritto un protocollo d'intesa con il Ministero del Lavoro. 

Questo era un decreto molto atteso soprattutto dalle imprese agricole. La manodopera straniera infatti corrisponde ad una parte molto rilevante del settore produttivo del Belpaese. Basti pensare che, ad oggi, i lavoratori extracomunitari regolari sono circa 128mila in tutta Italia. Secondo i dati forniti dalla Confederazione Italiana Agricoltori, il 53,8% è occupato nella raccolta di frutta e nella vendemmia, il 29,9% nel settore della raccolta di pomodori, tabacco e ortaggi mentre, il 10,6% nell'allevamento; il 3,2% nei vivai e il 3,5% in altre attività.

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