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Cartelle esattoriali, interessi di mora in aumento

del 21/03/2013

Cartelle esattoriali, interessi di mora in aumento

Tempi duri per chi ha ricevuto le cartelle esattoriali di Equitalia. Dal primo maggio, infatti, gli interessi di mora sulle cifre dovute verranno aumentati dall'attuale 4,55% al 5,22%. L'incremento è stato disposto da un provvedimento dello scorso 4 marzo firmato dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate.

Qual è la ragione di questa modifica lo spiega lo stesso documento. Il decreto n. 602 del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, all'articolo 30 prevede che, dopo sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento (in questo casi di Equitalia), sulle somme ancora dovute si applichino gli interessi di mora al tasso che annualmente viene stabilito dal Ministero delle Finanze relativamente alla media dei tassi bancari attivi. Nel luglio del 2012, la misura era stata fissata al 4,55%, ma una volta consultata la Banca d'Italia, quest'ultima ha comunicato che la misura risulta essere del 5,22% dunque, applicando quell'articolo 30 del decreto della Presidenza della Repubblica è stato adeguato l'interesse di mora da parte di Equitalia per le riscossioni dei debiti con il fisco.

 In un periodo di crisi come quello che l'Italia sta attraversando questa non è di certo una novità che i cittidani avrebbero voluto vedere. E gli attacchi a margine di questa notizia non sono certo mancati, in particolare da parte dei parlamentari. Sono state soprattutto le dichiarazioni  a colpire l'agenzia pubblica di riscossione arrivate, ad esempio, da Sergio Divina, deputato della Lega Nord e Presidente della Commissione di controllo sui prezzi e le tariffe del Senato, che ha accusato Equitalia e di aver perso il contatto con realtà.

Ma neanche la replica si fa attendere. In una nota rilasciata alle agenzie di stampa, Equitalia specifica di non aver agito con discrezionalità ma di aver applicato una norma vigente e invita i parlamentari che hanno sollevato la polemica a cambiare la legge invece di alimentare il clima di tensione condito, anche di recente, con intimidazioni nei suoi confronti.

Molti esponenti politici non fanno certo segreto della loro avversione verso l'agenzia di riscossione crediti e in particolare, durante la scorsa campagna elettorale, si sono susseguiti anatemi provenienti da ogni parte. C'è chi vorrebbe cancellarla definitivamente, come Beppe Grillo, chi la vorrebbe cambiare, come Silvio Berlusconi e chi riformare, come chiesto dal leader del PD Pierluigi  Bersani che ha inserito questa intenzione all'interno dei famosi otto punti del suo programma. Ma per ora Equitalia resta così com'è e a pagarne le spese sono i cittadini.

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