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ASpI: ecco l'assicurazione sociale per l'impiego

del 04/03/2013

ASpI: ecco l'assicurazione sociale per l'impiego

E’ ormai noto che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, a fronte della Riforma del Lavoro, la vecchia indennità di disoccupazione è stata sostituita con l’ASpI (Assicurazione Sociale per l’Impiego).

Non si tratta solo di un cambio formale di nome ma di una modifica totale sia dal punto di vista del suo finanziamento che della sua erogazione e consistenza.

Tale ammortizzatore sociale, consistente in un’indennità mensile, in linea generale spetta ai lavoratori subordinati (compresi apprendisti e soci di cooperativa, esclusi operai agricoli) che abbiano perduto involontariamente il posto di lavoro.

Per coloro che ne avranno diritto, l’indennità sarà pari al 75% della retribuzione mensile nell’ipotesi in cui questa (nel 2013) fosse inferiore o pari ad € 1.180,00.

Nell’ipotesi invece di una retribuzione superiore, l’indennità sarà pari al 75% ed incrementata del 25% del differenziale tra la retribuzione effettiva e il predetto importo.

L’ottenimento di tale indennità, previa presentazione di istanza all’Inps da parte dell’interessato, è subordinato alla presenza di determinate caratteristiche quali il possesso di almeno 2 anni di assicurazione ed uno di contribuzione nel biennio precedente lo stato di disoccupazione.

La durata del beneficio permane per un periodo variabile da 12 a 36 mesi, in relazione all’età del soggetto e, comunque, sino all’ottenimento di una nuova occupazione.

In questo caso l’erogazione dell’indennità viene automaticamente sospesa a fronte della comunicazione obbligatoria di assunzione effettuata dal nuovo datore di lavoro, per un periodo massimo di 6 mesi, per riprendere a decorrere per il periodo rimanente in caso di nuova disoccupazione entro quel periodo.

Se lo stato di disoccupazione si ripresentasse in un periodo successivo ai 6 mesi risulterebbe necessaria la presentazione di una nuova istanza.

Dal 1° gennaio 2013, inoltre, nel limite delle risorse disponibili, viene riconosciuta un’indennità anche ai collaboratori coordinati e continuativi purché in possesso di determinate caratteristiche e condizioni.

Nell’ipotesi in cui il beneficiario dell’ASpI, anziché rioccuparsi quale lavoratore dipendente, iniziasse a svolgere attività di lavoro autonomo, incorrerebbe nell’obbligo di darne immediata comunicazione all’istituto erogante, pena la restituzione di quanto indebitamente percepito.

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