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Attenzione a minacciare il datore che fa mobbing

del 05/02/2013

Attenzione a minacciare il datore che fa mobbing

Insultare il proprio datore di lavoro, esasperati da anni e anni di sopportazione delle sue ripetute azioni di mobbing, per la Cassazione è legittimo (sentenza n. 4245 del 28 gennaio 2013).

L’ingiuria è infatti legittima reazione del lavoratore alle angherie del suo datore.

Tuttavia, se insultare è lecito, minacciare è pericoloso: il lavoratore che in stato d’ira arriva a minacciare il proprio datore rischia la condanna.

Il caso oggetto della recente sentenza riguarda un dipendente già condannato in primo ed in secondo grado per ingiurie e minacce mosse nei confronti del diretto superiore.

La Cassazione ha accolto il ricorso del dipendente disponendo l’annullamento di una delle due condanne.

Gli Ermellini hanno trovato una giustificazione al comportamento ingiurioso del dipendente: questi ha risposto all’ingiuria avanzata in primis dallo stesso datore di lavoro.

Al contrario non è piaciuta l’affermazione intimidatoria del lavoratore: “Ti spacco la faccia!”, definita dalla Cassazione “azione piuttosto grave”, nonostante la difesa abbia affermato essere stata lanciata per evitare un’azione illegittima da parte del datore di lavoro.

Quindi attenzione: se siete esasperati dal vostro datore, sfogatevi pure ricorrendo al turpiloquio, ma non fatevi coinvolgere troppo…tanto da arrivare alla minaccia, pena la condanna ed il risarcimento del danno morale!

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