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Chiarimenti sul corretto utilizzo delle partite iva

del 31/01/2013

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Chiarimenti sul corretto utilizzo delle partite iva

A seguito delle disposizioni introdotte dalla Legge n. 92/2012, c.d. Riforma Fornero, il Ministero del Lavoro ha fornito importanti chiarimenti sul corretto uso delle partite Iva con il Decreto 20 dicembre 2012 e la Circolare n. 32 del 27/12/2012.

Secondo la Riforma del Lavoro, salvo prova contraria a carico del committente, si presume il carattere coordinato e continuativo delle prestazioni di possessori di partita Iva qualora ricorrano almeno due delle seguenti condizioni:

La collaborazione con lo stesso committente duri oltre 8 mesi annui per due anni consecutivi;

Il collaboratore ricavi oltre l’80% dei corrispettivi annui percepiti nei due anni solari consecutivi;

Il collaboratore disponga di una postazione fissa di lavoro presso la sede del committente (o unità locali).

In caso di trasformazione in contratto di collaborazione coordinata continuativa, la stessa trascina dietro di sé l’ulteriore trasformazione in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato nel caso in cui manchi uno specifico progetto scritto (tendenzialmente inesistente in quanto rapporto configurato originariamente come lavoro autonomo).

Il Ministero, in merito alle condizioni per le quali si applica la trasformazione in oggetto, ha precisato che per quanto concerne il periodo di riferimento debba intendersi l’anno solare, e che, considerando la durata convenzionale mensile in 30 giorni, il periodo lavorativo debba espletarsi in 241 giorni anche non continuativi. Essendo la norma entrata in vigore il 18/07/2012, tale precisazione va a collocare la verifica della durata della prestazione nel biennio 1/1/2013 – 31/12/2014.

Al fine della determinazione dell’80% dei corrispettivi, il Ministero precisa l’adozione del criterio di fatturazione a prescindere dall’effettivo incasso.

Infine il Ministero ritiene che la postazione fissa di lavoro non debba essere in  uso esclusivo del collaboratore e collocata in uno qualsiasi dei locali in disponibilità del committente.

La presunzione di para subordinazione non opera al verificarsi di prestazione svolta nell’esercizio di attività professionali per le quali viene richiesta l’iscrizione ad un Ordine, Albo, Collegio, Registro o Elenco e ancora qualora la prestazione abbia contenuti teorici o tecnico-pratici di grado elevato e che il soggetto dichiari un reddito annuo da lavoro autonomo superiore 1,25 volte il reddito minimale previsto ai fini IVS.


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