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Il Decreto Sviluppo e la legge n. 134/2012

del 15/10/2012

Il Decreto Sviluppo e la legge n. 134/2012
Il  Decreto Legge n. 83/2012, cd. “Decreto sviluppo”,  convertito in Legge n. 134/2012, in vigore dallo scorso 12 agosto 2012,  ha introdotto rilevanti modifiche alla Legge 92/2012 cosiddetta “Legge di Riforma del Mercato del Lavoro”. Innanzitutto, per le ipotesi di successione dei contratti a termine, l’art. 46 bis introduce la  possibilità di applicare anche alle attività stagionali l’intervallo ridotto (20 giorni per i contratti di durata fino a sei mesi e 30 giorni per i contratti di durata superiore). Si prevede, inoltre, che tale intervallo ridotto sia applicabile in ogni altra ipotesi  prevista dalla contrattazione collettiva, di ogni livello. Il Decreto aggiunge, poi, all’art. 20 del D.lgs 276/2003, una ulteriore ipotesi di somministrazione a tempo indeterminato ammettendola “in tutti i settori produttivi” in caso di utilizzo, da parte del somministratore, “di uno o più lavoratori assunti con contratto di apprendistato”. Importanti novità riguardano anche i titolari di partite IVA: vengono cambiati due dei tre elementi presuntivi (quelli della durata e del reddito complessivo del collaboratore). Ora, gli 8 mesi e l’80% del fatturato riferibile allo stesso soggetto, anche per interposta persona, sono calcolati su 2 anni solari consecutivi (non più 1 anno).  Si prevede, poi, che i titolari di integrazione salariale o di misure di sostegno del reddito per l’anno 2013 possano lavorare con prestazioni di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, compresi gli Enti locali, con un compenso massimo di 3.000 euro nell’anno solare. La indennità di mobilità è prorogata “a requisiti pieni” fino al 31 dicembre 2014. Novità riguardano anche l’istituto della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria nelle procedure concorsuali: il Decreto Sviluppo prevede che si possa ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria soltanto nel caso in cui l’azienda presenti prospettive di ripresa e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli occupazionali, che saranno valutati sulla base di criteri oggettivi determinati con decreto ministeriale del Ministro del Lavoro. Per i contratti e degli accordi collettivi di gestione di crisi aziendale che prevedano il ricorso agli ammortizzatori sociali è previsto l’obbligo di deposito presso il Ministero del Lavoro.  Riguardo alle assunzioni obbligatorie, si escludono dalla base di occupazionale di computo i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a 6 mesi (la riforma aveva, invece, previsto la computabilità di tutti i rapporti a tempo determinato).  In tema di trasferimento di azienda in crisi, il Decreto sviluppo aggiunge all’art. 47, comma 4 bis, della L. n. 428/1990 altri due casi in cui opera l’art. 2.112 c.c. qualora sia stato raggiunto un accordo sindacale circa il mantenimento, anche parziale, dell’occupazione: dichiarazione di apertura della procedura di concordato preventivo ed omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti. Novità riguardano anche i call center: dai benefici previsti dall’art. 8, comma 9, della L. n. 407 / 1990 vengono escluse le aziende con almeno 20 dipendenti che delocalizzano attività di call center. Inoltre, l’attività di vendita diretta di prodotti o servizi in “outbound” può avvenire con contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto soltanto sulla base di un corrispettivo fissato dalla contrattazione collettiva di riferimento.
Avvocato Luca Failla, LABLAW Studio Legale

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