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Legittima difesa

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Legittima difesa: definizione

La legittima difesa è una causa di giustificazione. Se si è costretti a commettere un reato per la necessità di dover difendere un proprio diritto o un diritto di qualcun altro dal pericolo di un'offesa ingiusta, l'autore non viene punito. Il reato commesso viene, quindi, "giustificato", a condizione che la difesa sia stata proporzionata all'offesa e che si sia trattato dell'unica reazione possibile.
(Codice Penale articolo 52) 

Avvocato Barbara Bruno
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Avv. Barbara Bruno


COME SI FA

La scriminante della legittima difesa si applica se c’è attualità del pericolo: deve esistere cioè un effettivo, determinato comportamento del soggetto avversario, che anticipi un'offesa ingiusta. Questa offesa deve a sua volta essere concreta e imminente, così da rendere necessaria l'immediata reazione difensiva. Il che significa che non si ha "giustificazione" quando vi siano azioni di difesa preventive o anticipate. E' necessario cioè che la difesa sia la risposta ad una aggressione in atto o ad un concreto pericolo che questa possa avvenire. La necessità di difendersi e la proporzione tra la difesa e l'offesa vanno intese nel senso che la reazione deve essere l'unica possibile, non sostituibile con altra meno dannosa egualmente idonea alla tutela del diritto.


CHI

Se si è sottoposti ad indagine per un reato e si ritiene di averlo commesso per legittima difesa, è necessario consultarsi con un Avvocato penalista di fiducia, affinché possa verificare la ricorrenza dei presupposti per l’applicazione della causa di giustificazione, che – se ritenuta sussistente – porterà ad un giudizio di non punibilità del fatto.


FAQ

Se chi commette il fatto ha anche contribuito alla creazione dello stato di pericolo, può vedersi applicata la causa di giustificazione?

Determinare volontariamente lo stato di pericolo, da cui poi ci si deve difendere, esclude la configurabilità della legittima difesa. Ma non per la mancanza del requisito dell'ingiustizia dell'offesa, quanto piuttosto per difetto del requisito della necessità della difesa. La causa di giustificazione non è quindi applicabile a chi agisce nella ragionevole previsione di determinare una reazione aggressiva, accettando volontariamente la situazione di pericolo da lui stesso determinata.

Cos'è la legittima difesa "putativa"?

La legittima difesa putativa ricorre in quei casi in cui sussistono gli stessi elementi necessari perché ricorra la legittima difesa cosiddetta "reale", con un'unica differenza: lo stato di pericolo attuale di ricevere un'offesa ingiusta, anziché essere esistente nella realtà, è per errore ritenuto esistente dal soggetto, in base ad un'errata valutazione della situazione oggettiva. C'è da segnalare che perché ricorra la legittima difesa "putativa" non è sufficiente che questa erronea rappresentazione della realtà sia semplicemente prospettata dall'agente o sia solo frutto di una sua convinzione assolutamente personale. Occorre infatti che l’errata opinione circa l'esistenza del pericolo trovi una giustificazione nell'esistenza di una situazione di fatto, concreta, che - sebbene malamente rappresentata o compresa dal soggetto - sia tale da giustificare la ragionevole convinzione della necessità di un'azione di difesa. Quindi, non rilevano particolari stati d'animo dell'autore del reato, o la pura e semplice paura astratta che altri commettano un reato lesivo di un proprio diritto.

Cosa si intende per "eccesso colposo in legittima difesa"?

La figura dell'eccesso colposo in legittima difesa si verifica quando, per un errore di valutazione della necessità di difendersi, siano stati utilizzati mezzi di difesa eccessivi rispetto all'effettiva entità del pericolo; mezzi che, peraltro, avrebbero potuto essere evitati o, comunque, sostituiti da altri più idonei e proporzionati al pericolo stesso. Si ha così che la reazione dell'aggredito, iniziata in condizioni che giustificavano la legittima difesa, è divenuta in seguito eccessiva per colpa sopraggiunta. In altri termini, c’è l'eccesso colposo in legittima difesa quando l'agente colpevolmente non comprende il livello di gravità dell'aggressione oppure, pur avendone percepito il livello di gravità, reagisce in modo sproporzionato. In caso di eccesso colposo, il soggetto è punito, ma con le pene (più lievi) previste per il reato colposo.

La reazione armata è sempre "giustificata"?

No. Non sussiste il requisito della necessità della reazione armata tutte le volte in cui l'aggredito possa, senza alcuna difficoltà, rifugiarsi nella propria abitazione (dalla quale invocare soccorso, ad esempio) o comunque allontanarsi dal luogo della aggressione armata. 

Il reato di rissa può essere giustificato dalla legittima difesa?

In linea di principio, la causa di giustificazione della legittima difesa è inapplicabile al reato di rissa ed a tutti quelli che vengono commessi nel corso di una rissa. Ciò, perché i partecipi della rissa sono animati dall'intenzione reciproca di offendersi e di accettare la situazione di pericolo nella quale volontariamente si sono posti. La loro difesa, dunque, non può dirsi “necessaria”, dovuta, indispensabile. In via del tutto eccezionale può accadere che la causa di giustificazione si applichi quando, sussistendo tutti gli altri requisiti voluti dalla legge, vi sia stata una reazione assolutamente imprevedibile e sproporzionata, ossia un'offesa che, per essere diversa e più grave di quella accettata, si presenti del tutto nuova, autonoma ed in tal senso ingiusta. 

Se l'aggressione da cui bisogna difendersi avviene con violazione del proprio domicilio, i requisiti per l'applicazione della causa di giustificazione restano gli stessi?

La legge 59/2006, intervenuta a tutela delle aggressioni domestiche da parte di soggetti terzi, non ha modificato alcuni presupposti tradizionali della legittima difesa: occorrono sempre quindi la "necessità" di difendersi e "l’attualità del pericolo" di una offesa ingiusta ad un diritto proprio od altrui. Quello che non si richiede in questi casi è la verifica della "proporzione" tra la difesa e l'offesa. In altri termini, se si reagisce in qualunque modo ad una qualunque aggressione subita nella propria abitazione, la proporzionalità tra la reazione e l'aggressione viene data per scontata. La causa di giustificazione, in questi casi, opera in pratica automaticamente, se l'aggressore non desiste dal suo intento e se c'è quindi l'effettività del pericolo di aggressione. (Vedi anche 'Violazione di domicilio').
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