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Interferenze illecite nella vita privata

del 21/03/2011
CHE COS'È?

Interferenze illecite nella vita privata: definizione

L'Interferenza illecita nella vita privata è il reato previsto dall'articolo 615 bis del codice penale. Esso è volto a tutelare la riservatezza e libertà domestica, assicurando che i luoghi in cui essa si svolge siano al riparo da qualsiasi intromissione altrui che ne possa pregiudicare la pace, la tranquillità e la sicurezza.
Tale norma descrive due distinte ipotesi criminose.
La prima (cosiddetta indiscrezione o interferenza) è costituita dalla condotta di chi, attraverso l'uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata che si svolge nei luoghi di privato domicilio. La seconda (cosiddetta rivelazione o diffusione) è costituita invece dalla condotta di chi rivela o diffonde, attraverso qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi su indicati.
In entrambi i casi la pena prevista è la reclusione da sei mesi a quattro anni.
E’ prevista invece una pena maggiore (reclusione da uno a cinque anni) se il reato è commesso da un pubblico ufficiale, da un incaricato di pubblico servizio e da chi eserciti –anche abusivamente- la professione dell'investigatore privato con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti le loro funzioni.

Avv. Carlo Melzi d'Eril 
Ordine degli Avvocati di Milano
ACCMS Studio Legale


COME SI FA

Il reato di interferenze illecite nella vita privata può essere commesso da chiunque.
L'ipotesi della cosiddetta indiscrezione o interferenza si realizza mediante l'utilizzo di mezzi "tecnologici"("strumenti di ripresa visiva o sonora") idonei a carpire immagine e notizie relative alla vita privata altrui. Anche un telefono cellulare, dotato di impostazioni che consentano la registrazione di immagini o suoni, può essere uno strumento idoneo a realizzare il reato in questione. Invece, non rientrano nell'articolo 615 bis codice penale comportamenti consistenti nella semplice osservazione o ascolto di conversazioni altrui, pedinamenti, appostamenti eccetera.
La giurisprudenza, inoltre, ritiene che rilevi la condotta "indebita" del "terzo estraneo" che si procura notizie o immagini di vicende che avvengono nei luoghi di privata dimora. In questo senso, ad esempio, è stato affermato che non commette il reato di cui all'articolo 615 bis il soggetto che video-registra i suoi rapporti sessuali con il partner convivente nel medesimo domicilio, senza averne chiesto il consenso, purché il contenuto non venga diffuso o mostrato ad altri.
L'ipotesi della cosiddetta rivelazione o diffusione consiste invece nella divulgazione con qualsiasi mezzo al pubblico delle immagini e delle notizie carpiti nei modi su descritti.


CHI

Il reato dell’articolo 615 bis codice penale è perseguibile a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di tre mesi, che decorrono dal giorno in cui si ha avuto notizia del fatto che costituisce reato, ossia dal momento cioè in cui il titolare del diritto tutelato ha conoscenza certa -sulla base di elementi seri- di tutte le circostanze che consentono una seria valutazione dell'esistenza del reato.
La querela va sottoscritta e depositata o a un ufficiale di Polizia Giudiziaria o alla Procura della Repubblica.
Nei casi più gravi, in cui il reato è compiuto da un pubblico ufficiale, da un incaricato di pubblico servizio o da chi esercita la professione di investigatore privato, esso è perseguibile d'ufficio, ossia senza necessità di querela.
Come tutte le volte che si ha anche solo il sospetto di essere indagati o di avere subito un reato, è consigliabile contattare un avvocato penalista al fine di ricevere chiarimenti sul caso concreto e compiere gli eventuali "passi" che, insieme al legale, venissero giudicati necessari o anche solo opportuni. Più precisamente, e solo per fare un esempio, per valutare se formulare una richiesta alla Procura della Repubblica per essere informati dell'esistenza di procedimenti a proprio carico, oppure per verificare la sussistenza dei presupposti per una querela.


FAQ

Quando un luogo può considerarsi privato domicilio?

In ambito penalistico, la molteplicità dei luoghi dove la persona svolge le sue attività private e/o domestiche ha fatto sì che la nozione di privato domicilio venga estesa fino a ricomprendervi non solo l'abitazione, ma anche ogni altro luogo di privata dimora e le relative appartenenze (box, cortili, cantine, soffitte eccetera). Il concetto di dimora è più ampio di quello di domicilio e definisce ogni luogo che, pur non essendo destinato a casa di abitazione, viene usato per lo svolgimento di attività personali. Ad esempio, sono stati ricondotti a tale nozione, i negozi, gli uffici privati, gli spogliatoi delle palestre eccetera.Proprio sulla base di tali nozioni non è stato ritenuto responsabile ai sensi del reato di interferenze illecite nella vita privata il soggetto che aveva nascosto nella macchina della ex fidanzata il proprio cellulare per registrare le conversazioni di questa. Infatti, un'autovettura che si trova nella strada pubblica non può essere considerata luogo di privata dimora, ma solo un luogo esposto al pubblico. 

Chi sono i soggetti tutelati dal reato di interferenze illecite nella vita privata?

Titolare della riservatezza tutelata dall'articolo 615 bis Codice Penale è il soggetto direttamente interessato dall'abusiva captazione delle immagini o notizie, o immediatamente coinvolto nella loro divulgazione. Analogamente, si ritiene titolare del medesimo interesse (e legittimato a proporre la relativa querela) anche chiunque altro, nel luogo violato, compia abitualmente atti della propria vita privata. Può rientrare in questa nozione, ad esempio, anche il coniuge convivente della persona oggetto delle riprese visive o sonore pur assente nel momento in cui è stato compiuto il reato in questione.

Quando un'intrusione nella vita privata può dirsi "indebita"?

Sicuramente sono indebite le intrusioni cosiddette occulte e clandestine, ossia quelle realizzate all'insaputa del titolare del diritto, che non è in grado di difendersi da queste.Tuttavia, secondo una certa giurisprudenza, vanno considerate indebite anche violazioni realizzate con l'inganno, ovvero contro la volontà espressa o tacita del titolare dell'interesse tutelato. In questo senso, ad esempio, è stato ritenuto sussistente il reato di interferenze illecite nella vita privata nell'occasione di un'intervista fatta ad un soggetto che si era dichiarato disponibile ad un colloquio, ma vietando qualunque forma di registrazione. La troupe televisiva, pur avendo assicurato che la telecamera era spenta, aveva invece effettuato delle registrazioni che poi erano state trasmesse in occasione di un programma televisivo.

Chi sono i pubblici ufficiali e i soggetti incaricati di un pubblico servizio?

Mentre il pubblico ufficiale esercita una funzione pubblica di natura legislativa, giurisdizionale o amministrativa (ad esempio, sono pubblici ufficiali gli appartenenti alle forze di polizia, i vigili del fuoco, i militari in servizio, i notai, gli avvocati, i consiglieri comunali, gli ufficiali giudiziari, gli ufficiali dell'anagrafe eccetera), l'incaricato di pubblico servizio è colui che, pur non dotato dei poteri tipici dei pubblici ufficiali, svolge un'attività comunque pertinente allo stato o ad altri enti pubblici in genere. Sono, ad esempio, incaricati di pubblico servizio, le guardie giurate che conducono furgoni porta valori, i "controllori" delle aziende di trasporto, i dipendenti delle aziende sanitarie locali eccetera.
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