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Tanatocronologia

del 03/08/2016
CHE COS'È?

Tanatocronologia: definizione

La tanatocronologia non è altro che la datazione dell'epoca di un decesso, una procedura che si fonda sullo studio comparativo dei fenomeni cadaverici. A essere presi in considerazione sono sia i fenomeni distruttivi trasformativi del cadavere che i fenomeni tanatologici consecutivi, vale a dire le modificazioni che si verificano subito dopo il periodo post-mortale.


COME SI FA

Che cos'è la tanatologia?

La tanatocronologia fa parte di quella che viene definita tanatologia, cioè la branca della medicina legale che si occupa dello studio dei fenomeni che permettono di accertare la realtà della morte e dell'identificazione dei segni da cui si può dedurre, oltre all'epoca del decesso, anche la sua rapidità. Se la tanatodiagnosi riguarda le modificazioni che caratterizzano l'organismo umano nella fase di passaggio dalla vita alla morte, con la tanatocronodiagnosi si prendono in considerazione le alterazioni del cadavere non solo sotto il profilo chimico e fisico, ma anche sul piano morfologico, tenendo conto in particolare i vari fattori che hanno la capacità di condizionare la sua evoluzione e i tempi di estrinsecazione relativi.

Quali sono i fenomeni tanatologici?

I fenomeni abiotici, noti anche come fenomeni negativi, immediati sono l'arresto della respirazione, l'arresto dell'attività del cuore e l'arresto della funzionalità del sistema nervoso centrale: essi indicano semplicemente il cessare della vita, e la loro utilità è di tipo tanatodiagnostico e non di tipo tanatocronologico, in quanto non permettono di capire a quando risale un decesso. I fenomeni abiotici consecutivi, invece, includono l'ipostasi, l'acidificazione, la rigidità cadaverica, il raffreddamento del corpo, la perdita di eccitabilità neuromuscolare e la disidratazione, con essiccamento delle mucose e della pelle. Vi sono, poi, i fenomeni trasformativi, noti anche come fenomeni positivi: si tratta dell'autolisi, della putrefazione, della macerazione, della saponificazione, della mummificazione e della corificazione.


CHI

Un anatomopatologo.


FAQ

1. Quali sono i segni abiotici consecutivi principali?

La cosiddetta triade classica comprende l'algor mortis, il livor mortis e il rigor mortis. Si tratta, cioè, del raffreddamento del cadavere, della comparsa sullo stesso di lividure ipostatiche e della nota rigidità che contraddistingue un corpo morto. Se l'osservazione di questi tre segni avviene in modo corretto, è possibile procedere entro un lasso di tempo contenuto dal momento del decesso a una diagnosi tanatocronologica accettabile, che si rivela ancora più attendibile se i tre segni post mortali sono stati rilevati precocemente. Chiaramente, c'è in gioco una serie di variabili che nella maggior parte dei casi sono indipendenti l'una dall'altra e per di più non possono essere circoscritte in schemi interpretativi rigidi. Ecco perché l'andamento dei fenomeni tanatologici più importanti può subire delle variazioni, così da far sì che la stima tanatocronologica si riveli nel migliore dei casi approssimativa e nel peggiore dei casi semplicemente fallace.

2. Che cos'è l'algor mortis?

Quando si parla di algor mortis si fa riferimento al decremento della temperatura del corpo che si verifica dopo la morte; si tratta di uno dei più conosciuti fenomeni tanatologici, al punto che spesso viene paragonato, dai non esperti, alla morte stessa. Se in un corpo vivente la temperatura interna si aggira intorno ai 37 gradi, a livello rettale, nel momento in cui le funzioni vitali si arrestano i diversi processi metabolici vengono meno: di conseguenza il cadavere tocca una temperatura più bassa, che è quella dell'ambiente in cui si trova, perdendo per evaporazione, per irraggiamento, per convezione e per conduzione il proprio calore.
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