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Copyright e diritto d'autore

del 11/07/2016
CHE COS'È?

Copyright e diritto d'autore: definizione

Nell’ordinamento giuridico italiano il diritto d’autore è riconosciuto per la creazione di un’opera dell’ingegno che sia caratterizzata da creatività. La tutela dunque nasce riferita all’opera che è stata creata e, dopo la creazione, i diritti appartengono in via esclusiva all’autore.

Secondo la legge 22/04/1941 n. 633 (cosiddetta "legge sul diritto d’autore" o anche semplicemente l.d.a.) sono protette dal diritto d’autore “le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione” (articolo 1). Il diritto d’autore sulle opere dell’ingegno è disciplinato anche nel nostro codice civile dagli articoli 2575 – 2583.

Che cosa si intende per “opera dell’ingegno di carattere creativo”? La dottrina e la giurisprudenza negli anni hanno ricondotto la nozione di creatività all’esistenza di novità (opera non già esistente o opera che comunque risulti nuova rispetto allo stato delle conoscenze attuali) e originalità. È, inoltre, necessario che l’opera sia espressa in una qualche forma e appartenga, o sia riconducibile, ai generi protetti dalla legge sul diritto d’autore, indipendentemente dall’eventuale pratica utilità.

Va, infatti, sempre ricordato che il diritto d’autore non tutela l’idea in sé, ma in quanto tradotta, espressa, in una forma di carattere creativo. I connotati descritti distinguono la tutela accordata dal diritto d’autore dal brevetto per invenzione industriale.

A seguito di recenti modifiche legislative, intervenute anche in applicazione di direttive europee per l’armonizzazione del diritto d’autore all’interno dell’Unione europea, oggi sono protetti dal diritto d’autore anche il software come opera letteraria e le banche dati che per la scelta o per la disposizione costituiscono una creazione intellettuale dell’autore (articolo 2 legge sul diritto d’autore).

Più nello specifico per quanto riguarda il software gli articoli 64bis ss l.d.a garantiscono la protezione sia della forma letteraria comprensibile all’uomo (codice sorgente), sia della forma digitale (codice oggetto). La tutela è estesa anche anche al materiale preparatorio alla base del programma, ma non alle idee ed ai principi. La creazione del software è titolo d’acquisto originario del diritto d’autore.

La tutela delle banche dati riguarda l’opera intesa come raccolta di dati ed elementi e la loro organizzazione ed accessibilità, ma non si estende al loro contenuto e lascia impregiudicati diritti esistenti su tale contenuto. Passando agli aspetti applicativi e più attuali si può dire che il diritto d’autore e così in generale la proprietà intellettuale hanno subito forti adattamenti in conseguenza dello sviluppo tecnologico ed in particolare della rete Internet.
Oggi in rete il diritto d’autore ha perso le sue caratteristiche tradizionali legate alla materialità e alla territorialità della forma di tutela. La creazione in molti casi non trova più forma in qualcosa di realmente palpabile e veicolabile nel modo tradizionale. L’opera viene creata, pubblicata, trasportata, diffusa e riprodotta attraverso il bit, il file.

Questi aspetti hanno imposto in qualche modo una rivisitazione dell’istituto e un suo adattamento. Ciò che rimane prioritario ed importante è tutelare la proprietà intellettuale intesa come forma in cui si esprime il lavoro intellettuale. 

L’evoluzione che ha avuto la tutela del software è un esempio di come si sia realizzata nel tempo una mutazione della tutela del diritto d’autore, sempre più verso una forma di garanzia dei risultati del lavoro e degli investimenti, con minor importanza della comunicabilità e formalizzazione dei risultati stessi. In sostanza, il diritto d’autore si è spinto, a volte, sino a divenire un contenitore dentro il quale ricomprendere ogni risultato che sia in un qualche modo espressione di una attività genericamente creativo-intellettuale.
La tendenza descritta ha fatto sì che i due istituti quello del diritto d’autore tipico degli ordinamenti giuridici europei di civil law e quello del copyright anglosassone si siano nel tempo avvicinati.

Il copyright che letteralmente significa “diritto di copia” è il corrispondente del diritto d’autore nei sistemi anglosassoni di common law. Tuttavia, la tutela ricoperta dal diritto d’autore e quella riconosciuta dal copyright non sono esattamente coincidenti. Storicamente, oltre a differenze nel contenuto dei diritti, vale la pena ricordare, che nei sistemi di common law (in particolare Stati Uniti e Gran Bretagna) il copyright, nasce con il deposito dell’opera all’Ufficio copyright; al contrario, come visto il nostro diritto d’autore da sempre sorge con la semplice creazione dell’opera. Tuttavia, forme di deposito o di registrazione dell’opera sono frequentemente praticate anche nel nostro ordinamento ed in generale anche nei paesi europei di civil law poiché consentono, attraverso specifiche procedure, di attribuire una data certa alla creazione e poter provare l’anteriorità della proprietà intellettuale in caso di controversie.

Per questo accade che a livello di terminologia oggi si tenda a sovrapporre copyright e diritto d’autore. Tuttavia, è bene ribadire che in Italia il diritto d’autore esiste con la semplice creazione di un opera che abbia i requisiti sopra visiti. Ciò significa che se si è proceduto al deposito di un’opera che non presenta, anche a seguito di accertamenti, i requisiti di tutelabilità secondo la l.d.a. essa non sarà coperta dal diritto d’autore ed il deposito (o la registrazione) effettuato non avrà alcuna efficacia. 

Al titolare del diritto d’autore la l.d.a. riconosce il diritto morale ed i diritti di utilizzazione dell’opera (o diritti patrimoniali).
Il diritto morale è il diritto alla paternità dell’opera, ad essere riconosciuto autore di quell’opera, è un diritto inalienabile, è indipendente dai diritti patrimoniali, dopo la morte dell’autore può essere fatto valere dagli eredi senza limiti di tempo. In altre parole il diritto morale attribuisce all’autore il diritto di rivendicare l’opera e di opporsi a qualsiasi modifica o danno che possano arrecare pregiudizio all’onore e alla reputazione dell’opera. Nel sistema del copyright anglosassone solo recentemente è stato introdotto il diritto morale.

Tra i diritti patrimoniali riconosciuti dalla l.d.a. vi sono il diritto di pubblicare l’opera (la pubblicazione coincide con la prima forma di utilizzazione economica dell’opera), il diritto di riprodurre copie in qualsiasi modo, il diritto di rappresentare in pubblico, il diritto di diffondere con un mezzo di diffusione a distanza, anche via satellite e via cavo, il diritto di distribuzione, il diritto di tradurre, di elaborare, il diritto di noleggio e di prestito delle biblioteche.

I diritti di utilizzazione economica sono esclusivi dell’autore, sono tutti fra loro indipendenti, ed il loro sfruttamento economico viene realizzato secondo accordi, contratti e licenze che assumono quindi una notevole importanza. A livello internazionale vi sono varie convenzioni e trattati in materia di diritto d’autore: la Convenzione di Berna sulla tutela delle opere letterarie e artistiche, la Convenzione Universale sul diritto d’autore, Trattato OMPI (WIPO), gli Accordi TRIPs.

COME SI FA
Il diritto d’autore si acquista a titolo originario con la semplice creazione dell’opera, espressione del lavoro intellettuale. Non è quindi necessario un deposito, una registrazione, né più in generale alcuna attività costitutiva del diritto. 

Ciò si spiega poiché il diritto d’autore tutela la forma espressiva (non l’idea) e nasce quindi con la stessa creazione, a differenza di quanto accade nella tutela brevettuale per le invenzioni industriali, dove il brevetto tutela la scoperta, l’invenzione ed il deposito ha valore costitutivo del diritto di esclusiva che viene attribuito. Mentre il diritto morale attribuisce la paternità dell’opera ed è inalienabile e sempre rivendicabile anche dopo la morte dell’autore, i diritti patrimoniali sono diritti disponibili e sono oggetto di accordi e licenze che ne regolano il loro sfruttamento economico.

La tutela giudiziaria in caso di violazioni del diritto d’autore può essere esercitata con varie tipologie di azioni, sia civili che penali a seconda della violazione commessa. Tra le più frequenti ricordiamo le azioni per il sequestro di materiale, le azioni inibitorie per la cessazione di qualsiasi attività che costituisca violazione del diritto d’autore ed in generale le azioni per il risarcimento dei danni.

CHI
Titolare del diritto si presume essere l’autore indicato nell’opera.
Nel caso di opera collettiva è riconosciuto autore chi organizza l’opera.
Possono essere riconosciuti più coautori se l’opera è stata creata mediante il contributo inscindibile di più persone. In questo caso i diritti patrimoniali sono in comunione e valgono le regole per la comunione, mentre il diritto morale può sempre essere esercitato individualmente da ciascun autore e l’opera non può essere pubblicata se inedita, né modificata o utilizzata diversamente senza accordo di tutti i coautori.

Il diritto d’autore spetta anche alle Pubbliche Amministrazioni sulle opere create, agli enti privati che non perseguono scopo di lucro, alle accademie, agli enti pubblici culturali sulla raccolta dei loro atti e sulle loro pubblicazioni (articolo 11 l.d.a.).

Gli organismi di gestione collettiva dei diritti d’autore, come la SIAE in Italia, sono stati costituiti in tutti i paesi e operano anche tra di loro costituendo una rete internazionale. 

La SIAE svolge varie funzioni tra cui la principale è rappresentata dalla attività di intermediazione per gli autori iscritti, l’autore tuttavia conserva la libertà di tutelarsi in proprio e di non iscriversi.
È bene ricordare che il deposito dell’opera presso la SIAE non garantisce in modo assoluto la paternità, essendo possibile fornire prova contraria.

FAQ

Il software open source è tutelato dal diritto d’autore?

Sì, il software è protetto dal diritto d’autore come opera letteraria secondo la legge sul diritto d’autore.Nel caso specifico, il software open source (sorgente aperto) si distingue dal cosiddetto software proprietario per l’accessibilità del codice sorgente che è conoscibile a tutti e sviluppabile da chiunque. Esistono particolari forme di licenze open source (GNU GPL, LGPL, NPL, MPL) che regolano lo sfruttamento del software open source e permettono, a differenza di quanto avviene per il software proprietario, una libera utilizzazione e cessione dei diritti patrimoniali consentendo di usare, modificare, riprodurre, duplicare, distribuire il software senza obbligare l’utilizzatore al pagamento di una ricompensa agli autori.

Nel rapporto di lavoro subordinato chi è il titolare dei diritti di sfruttamento economico del software creato?

L’articolo 12bis della legge sul diritto d’autore prevede che “Salvo patto contrario, il datore di lavoro è titolare del diritto esclusivo di utilizzazione economica del programma per elaboratore o della banca di dati creati dal lavoratore dipendente nell'esecuzione delle sue mansioni o su istruzioni impartite dallo stesso datore di lavoro”.È dunque possibile raggiungere specifici e diversi accordi tra datore di lavoro e lavoratore in merito ai diritti patrimoniali sul software o sulla banca dati sviluppati nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato.

Come si può tutelare il format televisivo?

La problematica del format televisivo è da tempo oggetto di discussione.La difficoltà di tutela è data dalla stessa natura del format che è appunto quella di essere uno schema di programma che necessita di sviluppo e concretizzazione.Ad oggi, possiamo dire che per la nostra giurisprudenza il format può essere tutelato esclusivamente nei casi in cui sia espresso in una forma tale da essere estremamente preciso e compiuto, discostandosi così dalla sua natura tipica.Per comprendere questa argomentazione bisogna ricordare che se si ammettesse una tutela del format a prescindere dalla sua comunicabilità o forma espressiva si finirebbe per offrire una tutela alle idee. In conseguenza di questa non tutelabilità del format gli operatori del settore si muovono con negoziazioni non di format “originali” ma collegati a programmi già sperimentati in altri paesi in modo da poter disporre dell’idea base, di tutti i particolari necessari per realizzarla, di uno storico degli ascolti, di statistiche e accorgimenti specifici per la concreta attuazione del programma (così ad esempio per il noto programma “Il Grande Fratello”).In alcuni casi una forma di tutela alternativa può essere trovata nella concorrenza sleale, verificando la sussistenza dei presupposti richiesti dall’articolo 2598 codice civile (anche nei sistemi di common law, dove è particolarmente sentito il problema di trovare strumenti alternativi di tutela dei format TV si è ipotizzato qualcosa di analogo con azioni specifiche in questo ambito).

Come può essere tutelata la pagina web?

La pagina web può essere protetta dalla legge sul diritto d’autore in quanto opera dell’ingegno di carattere creativo; nello specifico può, anche solo per alcune parti, ricevere tutela anche come banca dati.
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