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Provvigioni

del 21/04/2017
CHE COS'È?

Provvigioni: definizione

Le provvigioni rappresentano il corrispettivo per l'attività di promozione delle vendite che viene svolta dagli agenti di commercio: questi ultimi non sono lavoratori dipendenti, e pertanto il loro compenso dipende in gran parte dagli ordini che riescono a promuovere. Da questo punto di vista, gli agenti possono essere considerati come piccoli imprenditori, i quali devono confrontarsi con il rischio di impresa: in termini pratici, riescono a guadagnare unicamente se vendono, in funzione degli ordini che procurano. Il trattamento provvigionale non è soggetto a normative inderogabili o a un minimo tabellare: questo vuol dire che può essere determinato liberamente dalle parti. Le pattuizioni che riguardano gli accordi di modifica, gli importi e ogni altro elemento sono sempre valide; la sola condizione è che non vi siano clausole che permettano ai preponenti di modificare le provvigioni senza il consenso degli agenti, e quindi in maniera unilaterale, a proprio piacimento. Infatti, perché i preponenti possano variare le provvigioni non richiedendo il consenso degli agenti è necessario che vengano rispettate le regole per le variazioni unilaterali che sono contenute negli Accordi Economici Collettivi.


COME SI FA

Quali sono le forme che possono assumere le provvigioni?

Le forme delle provvigioni possono essere determinate dalle parti. La più frequente è senza alcun dubbio la forma percentuale: in pratica viene prevista una percentuale sul valore dell'ordine la cui misura viene decisa dalle parti. In presenza di possibili sconti, si può ricorrere a una scaletta delle misure percentuali in funzione degli sconti che vengono praticati. La provvigione, in effetti, può ridursi se si riduce anche il valore dell'affare, in quanto diminuisce il margine di guadagno del preponente, il quale se la provvigione non calasse avrebbe a che fare con un decremento ulteriore. A volte può capitare che i preponenti ritengano questo principio sottinteso e che non disciplinino alcuna scaletta in maniera esplicita, ma si tratta di un comportamento da evitare, in quanto gli agenti di norma conservano il diritto alla provvigione piena, se non ci sono accordi espliciti che decidano altrimenti, anche nel caso in cui si sia concluso un ordine per un importo più basso rispetto a quello che era stato usato dai preponenti per determinare la provvigione stessa.


CHI

Gli agenti di commercio e i preponenti.


FAQ

1. Che cosa si intende con "sovrapprezzo"?

Il sovrapprezzo è una delle altre forme possibili per le provvigioni: esso consiste nella differenza tra il prezzo minimo di vendita che il preponente stabilisce e l'importo superiore al quale l'agente è in grado di portare a termine la vendita. Per esempio, se il prezzo di vendita è di 200 euro e l'agente riesce a procurare l'ordine per 250 euro, la provvigione per sovrapprezzo è pari a 50 euro.

2. Quali sono le altre forme possibili per le provvigioni?

Un'alternativa rispetto alle percentuali e al sovrapprezzo è rappresentata dall'importo fisso per ogni ordine, con un corrispettivo per singolo affare: ovviamente, questo non implica che un importo fisso venga riconosciuto anche se non si procurano affari. Infine, ci possono essere le forme miste, con il trattamento provvigionale che è rappresentato da una parte variabile e una parte fissa, con quest'ultima che non è collegata agli ordini procurati. Occorre, però, che la parte fissa non sia l'elemento che caratterizza il compenso, poiché è ovvio che in una situazione del genere l'agente sarebbe praticamente sollevato da ogni tipo di rischio relativo ai risultati del suo lavoro.
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